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Cosa può esservi nascosto nella
valigia di un pirata? Forse uno scheletro, forse dell'oro, forse
domande a cui nessuno sa dare una risposta, forse racconti di sogni
ad occhi aperti e di terre lontane, ma anche racconti di storie a noi
vicine, vissute sulla pelle di tutti i giorni... E nella valigia dei
pirati del vascello Gattamolesta sicuramente c'è tanta buona musica,
da non nascondere, da scaraventare in faccia alla gente, per
trascinarla nel vortice delle vertigini danzanti a ritmo gipsy. Il
gruppo Power-Folk di Forlì nasce dalla strada. Già il nome curioso
denota il carattere un po' turbolento e giocoso dei componenti,
poiché in quel di Ravenna “gatta” vuol dire anche “sbronza”.
E qui ci si ricollega subito ai fiumi di vino che scorrono nelle
feste popolari, dove spesso la band suona. Ma torniamo alla strada e
alla loro natura di buskers, dei quali conservano la spontaneità e
la vena d'improvvisazione. Non nati dunque come gruppo da
palcoscenico, ora i Gattamolesta si trovano ad essere ingaggiati per
svariati concerti e tutto questo grazie all'alto livello dei
musicisti.
Andrea Gatta, fondatore, voce e
chitarra, dal carisma inesauribile, fa scintille davanti al pubblico
che doma con naturalezza. A dar vita al pandemonio acustico, con lui,
Nicolò Fiori al contrabbasso, Jader Nonni alla batteria, Luigi
Flocco alla fisarmonica. E in ogni show c'è un ospite speciale che
può essere Eusebio Martinelli, trombettista di Vinicio Capossela,
oppure Aleksandar Rajkovic, trombonista di Goran Bregovic. “Dal
2006 ci lega la passione per la musica popolare. Dopo gli inizi per
strada e in set acustici, partendo senza grandi pretese, adesso molti
ci cercano e così eccoci a calcare anche grandi palchi in tutta
Europa”, racconta Andrea Gatta. “L'anno scorso abbiamo
partecipato al Festival Buskers di Barcellona ed è stata una delle
esperienze più ricche della nostra vita artistica.” Alla base del
progetto vi è la ricerca delle radici della musica balcanica,
lavorando sulle sonorità e ritmi gitani, ma anche tingendo i brani
originali con testi in italiano, che pescano nel cantautorato di casa
nostra. L'ispirazione viene da Bregovic, Kusturica, Gogol Bordello,
ma pure da Tom Waits e da band degli anni '80 come i Dead or Alive.
I pirati romagnoli del Power-Folk
cantano e suonano di amori platonici e carnali, di tristezze e
solitudini, di spensieratezze perdute e disillusioni, sempre con
l'orgoglio tipico delle popolazioni gitane, che non si lasciano mai
andare alla disperazione, ma affrontano tutto con la musica.
I Gattamolesta difendono con la loro
arte la forza interiore che dà lo stimolo per vivere, con passione e
giocosità, anche nelle disavventure. E assistere ad un loro live non
può lasciare indifferenti.
Il primo album, “Alla festa del
brigante”, è il sunto del viaggio musicale di un anno di
esibizioni tra i marciapiedi delle fiere di paese e i teatri dei
festival buskers internazionali; il disco racchiude il sound
travolgente che affianca alla varietà della musica popolare italiana
la frenesia dei ritmi balcanici, le melodie francesi, le colorate
sfumature gitane, la vivacità dello ska e la spiritualità del
klezmer.
ANDREA
GATTA: (chitarra-voce)
NICOLÒ
FIORI: (contrabbasso)
LUIGI
FLOCCO: (fisarmonica)
JADER
NONNI: (batteria)
Special
Guest:
EUSEBIO
MARTINELLI: (tromba) from Vinicio Capossela
ALEKSANDAR
RAJKOVIC (trombone) from GORAN BREGOVIC
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